Nell’intento di dare un quadro sull’illegalità venatoria italiana, Greenreport ha recentemente spremuto i verbali della Vigilanza Venatoria Privata, della Forestale e delle Polizie Provinciali, ma, dato che forse nemmeno bastava, hanno inoltre considerato l’aspetto di questa ‘piaga nazionale’, da quanto reso noto  dalla cronaca dei giornali.
Cosa sono riusciti a mettere insieme? Solo 548 casi di irregolarità peraltro definiti, con una buona dose di allarmismo, “crimini commessi dai cacciatori”.  Loro dicono che l’ 81%  di questi crimini, è commesso da cacciatori in regolare attività, dotati di licenza: quelli, cioè, tra coloro negli  attuali presenti in Italia,  il che rende 440 e rotti crimini, per una percentuale d’ incidenza, raffrontata al numero globale degli stessi cacciatori, 750/700 mila, di ben lo 0,059%. Un’ incidenza tanto irrisoria da essere ridicola se confrontata ai dati nazionali su quale  incidenza  abbiano le attività delittuose, i crimini come loro stessi dicono,  nel nostro Paese. Basti solo citare che, ai sensi di quanto comunica il  Ministero dell’ Interno, su centomila persone sono stati denunciati 8MILAe438 delitti, ma SOLO NELLA CITTA’ DI MILANO!

Mentre riguardo alla caccia ne sarebbero pervenuti, dico sarebbero perché di ciò che cita la stampa non è mai possibile  esserne certi,  440 su 700/750 MILA CACCIATORI E IN TUTTA ITALIA! Certo che la gravità di questi delitti non è raffrontabile a nessuno dei crimini commessi dai cacciatori: a loro dovrebbe essere raffrontato un numero meno generalizzato di delitti commessi. Potremmo usare, come termine di paragone più prossimo, il delitto di “furto con destrezza”, visto che, proprio recentemente ma altrettanto inutilmente,  è stato proprio il M5S a proporre una simile legge in Parlamento, che fu poi respinta tanto era inconsistente anche nei numeri oltre che nel diritto.

Quindi, e sempre dal Ministero dell’ Interno, adottiamo il seguente parametro e sempre solamente riferito alla città di Milano: ogni 100MILA abitanti vengono denunciati 842 casi di furto con destrezza, aggiungiamo, infine, che Milano  non sarebbe nemmeno la prima città in tale triste classifica,  ce n’ è di peggio. Come concludere questa breve riflessione, se non nella maniera più ovvia:  quando le questure rilasciano a qualcuno il porto d’ armi, sanno bene perché lo fanno.

 
Fromboliere