Nichi Vendola adesso si mette a rincorrere le lepri. Il governatore della Puglia, nonché leader di un partito come Sinistra ecologia e libertà (Sel) che proprio nel suo nome si richiama a valori ambientalisti, sborsa quasi mezzo milione di euro per impedire a questi animali di scorazzare indisturbati e felici per le campagne della zona di Cerano, in provincia di Brindisi.

Servono infatti ben 465mila euro per finire di recintare l’intero parco naturale regionale Saline di Punta della Contessa nel comune brindisino, così da impedire alle lepri di correre libere nei campi e distruggere le coltivazioni degli agricoltori rosicchiando qua e là frutta e verdura. È stata infatti la categoria degli imprenditori agricoli e coltivatori diretti, nel corso dell’estate, ad aver fatto pressing in Regione ottenendo quanto richiesto, con buona pace di quegli ecologisti e animalisti che speravano di trovare un Vendola più sensibile e incline alle esigenze delle lepri che non a quelle degli agricoltori.

Da dove provengono le risorse elargite dalla Regione Puglia per fermare gli animali saltellanti? Da soldi che la Provincia di Brindisi (presieduta dall’imprenditore Massimo Ferrarese alla guida di una coalizione composta da Pd, Udc e Io Sud poi passato nelle file del Nuovo Centrodestra) in sette anni non è mai riuscita a spendere; in sostanza, a fronte di 1,6 milioni di euro incassati tra il 2005 e il 2012 dai proventi delle tasse venatorie, la Provincia è stata in grado di utilizzarne soltanto 546mila.

Va da sé che il milione e centomila euro avanzati, l’ente guidato da Ferrarese sia chiamato a restituirlo alla Regione.

E qui spunta la manovra blocca-lepri: in piena estate, alla fine di luglio, la giunta vendoliana approva una delibera che autorizza la restituzione da parte della Provincia di Brindisi alla Regione di soli 632mila euro (e non 1,1 milioni), lasciandole così gli altri 465mila per recintare il parco regionale così da arginare le lepri.

di Giovanni Bucchi  

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