I resti di una cerva erano stati rinvenuti lungo il Brenta. Il sindaco Dalledonne: «Vanno smaltiti come rifiuto speciale e il Comune non si farà carico del conto»

BORGO. Cerva abbandonata lungo il Brenta, a pagarne le spese saranno i cacciatori. Il sindaco Fabio Dalledonne usa il pugno duro in merito al ritrovamento, venerdì scorso, dei resti di un ungulato abbandonati lungo il ciglio del fiume Brenta, vicino alla confluenza con il torrente Moggio. Una zona accanto alla ciclabile ed al palazzetto dello sport, particolarmente frequentata dagli sportivi, dove qualche bracconiere, dopo aver abbattuto l’animale ed averlo spolpato ben bene, ha gettato ciò che rimaneva. Indagini sono in corso per capire il responsabile di questo atto.

«La guardia forestale ha inviato in procura la notizia di reato. E’ un chiaro atto di bracconaggio visto che l’associazione cacciatori di Borgo non ha denunciato nessun abbattimento di cerve», spiega il sindaco. E proprio per il fatto che la carcassa dell’animale abbattuto illegalmente è stata rinvenuta a Borgo, l’animale sarà depennato dai capi che i cacciatori del paese hanno nel piano abbattimenti programmati per la stagione venatoria. «Era la cerva assegnata, quindi ora Borgo non ne ha più perché qualche “furbetto” se l’è presa», puntualizza Dalledonne, che aggiunge: «Vedremo come finirà, so che c’è malumore tra i cacciatori: sono arrabbiati, ma questa era una cosa che non poteva passare inosservata. Prima del mio arrivo sul posto erano già presenti polizia locale, forestale e veterinario. E tutti hanno redatto un verbale».

Nel frattempo emergono altri particolari. Ad esempio che alla povera cerva è stata tolta la mandibola, parte notoriamente usata come trofeo. Inoltre chi ha compiuto il gesto ha provveduto prima a ripulire l’animale di tutte le parti “buone” con una certa professionalità. «Una scena macabra, le gambe amputate, il cranio senza mandibola, la pelle, le ossa sparse sulla scarpata per 3-4 metri. Una vergogna per tutti i cacciatori onesti», sbotta il sindaco, che pensa ad un gesto provocatorio. «La carogna è stata abbandonata a mio avviso volutamente in un luogo visibile a tutti, poteva gettarla nel Brenta o scavare un buco. Sono furibondo e indignato».

Proprio per non far passare sottotraccia il brutto gesto il sindaco provocatoriamente ha deciso che il conto per il recupero e lo smaltimento dei resti, che vengono classificati come “rifiuti speciali” e per i quali è stata chiamata una ditta specializzata di Bassano, sarà inviato all’associazione cacciatori del paese o a quella provinciale, nella sede di Trento.

«A qualcuno lo manderò, sarà la prima volta che succede ma il Comune questa volta non paga. Come per le immondizie, gettate nel Brenta, abbandonate sulle strade o fuori dalle isole ecologiche, probabilmente anche da gente nemmeno di Borgo. Perché deve pagare sempre Pantalone? C’è sempre più ignoranza e sono sconcertato da questo degrado», conclude il sindaco. Che in tal modo auspica nel buonsenso di chi sa o ha sentito qualcosa che possa ricondurre al bracconiere responsabile del gesto.

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